Pubblicazioni e notizie

Femminicidi, parte in Italia il primo progetto per gli orfani.

Il Sole 24 Ore, 28 luglio 2021.

Il Sole 24 Ore intervista Francesca Garisto in merito al progetto "A braccia aperte", promosso dall'Impresa sociale "Con i bambini" e finalizzato al sostegno degli orfani di crimini domestici e delle famiglie affidatarie per la presa in carico dei minori.

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Molestie sul luogo di lavoro: l’Italia ratifica la Convenzione di Ginevra del 21 giugno 2019

Criminal Justice Network, 17 maggio 2021

Il Forum Internazionale sulla Giustizia Penale (Criminal Justice Network) pubblica un articolo di Francesca Garisto inerente alla Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro, adottata a Ginevra il 21 giugno 2019 e ratificata da parte dello Stato italiano con la legge n. 4/2021. 

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Convenzione dell'Organizzazione internazionale del Lavoro n. 190 sull'eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro

Wikilabour, 2 marzo 2021

Osservazioni di Francesca Garisto rispetto alla proposta di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro n. 190 sull'eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro, adottata a Ginevra il 21 giugno 2019 nel corso della 108ª sessione della Conferenza.

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Covid-19: brevi riflessioni in tema di valutazione del rischio da contagio

Wikilabour, 20 aprile 2020

Francesca Garisto pubblica un articolo sulla rivista Wikilabour inerente alle misure di tutela per la salute nei luoghi di lavoro emanate dalla legislazione di emergenza per fronteggiare il contagio da Covid-19

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Rischio Coronavirus: il DVR deve tenerne conto

Il Fatto Quotidiano Online, 10 aprile 2020

Francesca Garisto pubblica un articolo sul Fatto Quotidiano Online in tema di sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione agli interventi che il Datore di Lavoro deve operare nell'ambito del processo di valutazione dei rischi da Covid-19

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Ex Ilva: come lo scudo penale ridisegna il futuro dei lavoratori

Il Fatto Quotidiano online, 18 dicembre 2019

Francesca Garisto pubblica un articolo sul Fatto Quotidiano Online inerente alla paventata ipotesi di reintrodurre uno "scudo penale" per tutelare i vertici di Arcelor Mittal nell'ambito della gestione dello stabilimento ex Ilva

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Vademecum per denunciare una violenza sessuale.

Lettera Donna, 10 ottobre 2019

Intervista di Lettera Donna a Francesca Garisto sul tema della violenza sessuale e sulle modalità di tutela delle donne che ne sono vittima.

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L'approccio sbagliato del pacchetto contro il femminicidio

Lettera Donna, 26 marzo 2019.

Commento di Francesca Garisto al nuovo pacchetto di norme per contrastare la violenza contro le donne.

Da valutare positivamente la proposta di escludere l'applicabilità del rito abbreviato ai reati di omicidio, il quale, eliminando il dibattimento, impedisce alle famiglie delle vittime di dare voce alla vita e alla sofferenza della persona offesa, ma l'approccio non può essere solamente di tipo normativo.

La violenza contro le donne è un problema di tipo soprattutto culturale. Ciò che serve, dunque, non sono tanto pene più severe, quanto un percorso culturale educativo generale e in particolare una formazione specifica di tutti gli operatori, dal servizio sociale, al medico, al magistrato, oltre agli avvocati che difendono tanto le vittime quanto gli imputati. 

 

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Il problema della formazione della magistratura sul femminicidio

Lettera Donna, 19 marzo 2019.

Intervista di Lettera Donna a Francesca Garisto in riferimento ad alcune recenti sentenze, particolarmente "discusse", emesse dalla Corte d'Appello di Bologna e dal Tribunale di Genova nei confronti di imputati di femminicidio, ai quali sono stati concessi rilevanti sconti di pena per aver agito in preda a incontenibili stati passionali.
Nell'intervista, le riflessioni di Francesca Garisto sull'opportunità di investire maggiormente sulla formazione dei magistrati in questa materia, per evitare che nelle aule di tribunale si introducano pericolosi pregiudizi ai danni dei soggetti traumatizzati da situazioni di violenza.

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Morte sul lavoro: il datore può risponderne anche se il decesso deriva da un malore

Il Fatto Quotidiano Online, 13 marzo 2019

Articolo di Francesca Garisto e di Francesca Pollastro. Nella sentenza in commento, la Corte di Cassazione imputa al datore di lavoro la circostanza di non avere operato una specifica valutazione dei rischi sulla salute dell'operaio sia in relazione a patologie derivanti dall'attività sia per la verifica delle condizioni di attitudine allo svolgimento della specifica mansione.

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Molestie sessuali, anche il datore di lavoro può rispondere del reato se non l’ha impedito

Il Fatto Quotidiano Online, 18 aprile 2018.

Articolo di Francesca Garisto e Paola Frasson in materia di molestie sul luogo di lavoro e responsabilità del datore di lavoro per il fatto del dipendente.

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Stalking e violenza di genere, quando il datore di lavoro ha il potere di ricattarti

Il Fatto Quotidiano Online, 25 ottobre 2017.

Articolo di Francesca Garisto e Fabio Savoldelli in materia di stalking e atti persecutori nei luoghi di lavoro.

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Avvocato gratis per le donne abusate e maltrattate

Donna Moderna, 4 agosto 2017.

Le vittime di maltrattamenti e violenze, in maggioranza donne, possono avere l’assistenza legale a spese dello Stato, indipendentemente dal reddito: lo ribadisce la Cassazione in una recente sentenza.
L’istituto tuttavia presenta ancora delle criticità, come sottolinea Paola Frasson, intervistata per l'articolo che alleghiamo, pubblicato nella sezione on line di un noto settimanale.
Ecco comunque alcune indicazioni generali sulle modalità di accesso al beneficio.

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Privacy sul lavoro, come tutelare i dati personali sul web /parte 2

Il Fatto Quotidiano Online, 19 luglio 2017.

Articolo di Francesca Garisto e Fabio Savoldelli sul tema della privacy nei rapporti di lavoro.
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Privacy sul lavoro, come tutelare i dati personali sul web /parte 1

Il Fatto Quotidiano Online, 12 luglio 2017.

Articolo a firma di Francesca Garisto e Fabio Savoldelli in materia di privacy e diritto alla tutela dei dati personali nei rapporti di lavoro.

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Stalking: responsabilità del datore di lavoro per gli atti persecutori commessi dal dipendente nell'esercizio delle proprie funzioni.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 35588/17

 

Pubblichiamo in allegato la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, sezione V penale, del 03/04/2017, depositata il 19/07/2017, che ha accolto il ricorso proposto dall’avv. Francesca Garisto nell’interesse di una parte civile assistita dallo studio.
Si tratta del caso di una dipendente della Pubblica Amministrazione (nella specie, un Comune), per anni vittima di atti persecutori da parte del suo superiore gerarchico (“persecuzione professionale”, caratterizzata da reiterate violenze morali, consistite in atteggiamenti oppressivi, anche a sfondo sessuale), per la quale erano stati tratti a giudizio sia il dirigente comunale autore dello stalking, che il di lui superiore gerarchico, accusato di aver omesso, sebbene al corrente dei fatti, gli adeguati interventi a tutela della dipendente.
In primo grado l’avv. Francesca Garisto aveva chiesto ed ottenuto, quale conseguenza della dichiarata responsabilità penale dell’autore diretto dello stalking (il superiore è stato invece assolto), che anche l’Amministrazione Comunale, di cui invocava la responsabilità ai sensi dell'articolo 2049 del codice civile quale datore di lavoro dell’imputato, venisse condannata a risarcire il danno alla vittima.
La Corte di Appello aveva riformato la sentenza del Tribunale ed escluso la responsabilità civile della Pubblica Amministrazione, ritenendo difettasse il requisito della “occasionalità necessaria” tra mansioni lavorative e condotta illecita, che avrebbe consentito la consumazione del reato.
La Corte di Cassazione, mentre respingeva il ricorso proposto dall’imputato sulla responsabilità penale, accoglieva pienamente quello proposto nell’interesse della parte civile contro la disposizione della Corte d'Appello che aveva revocato la condanna dell'Amministrazione Comunale: ha così affermato il principio di diritto secondo il quale la Pubblica Amministrazione va ritenuta civilmente responsabile per i danni patiti dalla vittima, qualora l'incombenza svolta dal dipendente-autore del reato abbia agevolato e reso possibile la commissione del fatto illecito ed il conseguente evento dannoso, e ciò anche se egli ha operato oltre i limiti delle sue incombenze, poiché ha sfruttato l'occasione offerta dallo svolgimento delle sue funzioni.

 

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Sciopero selvaggio? Ecco quando diventa illegale

Il Fatto Quotidiano Online, 22 febbraio 2017.

Articolo di Francesca Garisto e Fabio Savoldelli pubblicato sul Fatto Quotidiano Online sul confine tra diritto di sciopero e responsabilità penale, nella fattispecie della interruzione di pubblico servizio, prevista dall'art. 340 c.p.

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Fare i picchetti? Ecco cosa si rischia

Il Fatto Quotidiano Online, 25 gennaio 2017.

Articolo di Francesca Garisto pubblicato sul Fatto Quotidiano Online circa le ripercussioni di carattere penale che talvolta possono assumere le tradizionali forme di lotta sindacale. 

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Femminicidio, Francesca Garisto: «La giustizia non funziona. Servono misure cautelari e gratuito patrocinio».

Lettera 43, 31 ottobre 2016.

Intervista di Lettera 43 a Francesca Garisto sugli interventi necessari affinchè la giustizia possa contrastare efficacemente la violenza sulle donne.

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"Cara ti amo"

Lo stalking colpisce oltre 3,4 milioni di donne italiane.

Cos’è, come si combatte, cosa fare se lo si subisce: intervista all’avvocata Francesca Garisto.

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Licenziati in tronco? Come evitare di commettere reati informatici.

Il Fatto Quotidiano Online, 5 ottobre 2016

Articolo a firma di Francesca Garisto pubblicato sul Fatto Quotidiano Online in tema di reati informatici commessi nell'ambito del rapporto di lavoro.

 

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Infortuni sul lavoro, quando a risponderne è anche il lavoratore?

Il Fatto Quotidiano Online, 22 giugno 2016.

Articolo a firma di Francesca Garisto pubblicato sul blog del giornale Il Fatto Quotidiano Online sul tema della sicurezza sul lavoro e delle conseguenze di carattere penale che possono assumere condotte imprudenti da parte del lavoratore.

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Infortuni: quali iniziative penali può intraprendere il lavoratore

Il Fatto Quotidiano Online, 3 febbraio 2016.

Articolo a firma di Francesca Garisto pubblicato sul Fatto Quotidiano Online sul tema della sicurezza sul lavoro e delle iniziative che la vittima di un infortunio può assumere in sede penale.

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Il pool di avvocatesse che aiuta le donne maltrattate

La Repubblica, 5 gennaio 2016

Guidate da passione e impegno civile sono circa dieci le avvocatesse, penaliste e civiliste, che mettono a disposizione il proprio tempo e professionalità a favore dello sportello di Consulenza legale del CADMI, Casa delle donne maltrattate di Milano. Tra gli altri contributi, nell’articolo l’Avvocato Garisto spiega come negli anni la violenza di genere si sia trasformata. «Negli anni Ottanta e Novanta a sporgere denuncia erano soprattutto donne adulte, adesso, invece, sono giovani con un’età compresa tra i 18 e i 27 anni. Assistiamo, inoltre, a un’esasperazione e a un inasprimento della violenza. Negli anni ne abbiamo viste tante, ma ancora oggi assistiamo a episodi che ci lasciano senza parole».

Su un tema, quindi, le avvocatesse concordano: i passi avanti per la consapevolezza, anche da parte delle Autorità, della esistenza e gravità della violenza sulle donne, sono stati numerosi, ma il lavoro da fare è ancora tanto, specie tra le nuove generazioni.

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Mobbing: tutela penale nell’era del post-Jobs act

Il Fatto Quotidiano Online,15 settembre 2015.

Articolo a firma di Francesca Garisto pubblicato sul blog del giornale Il Fatto Quotidiano Online sul tema del mobbing e della tutela che le vittime di questo fenomeno possono ottenere in ambito penale.

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“Buon lavoro” opera teatrale aperta

Realizzato e diffuso nei teatri di tutta Italia da Farneto Teatro, in collaborazione con CGIL Lombardia e Camera del Lavoro di Milano

Uno spettacolo che parla del senso del lavoro, delle sue forme, di diritti, di sicurezza e di cittadinanza. Lo spettacolo nasce da un viaggio, che la compagnia ha intrapreso attraverso l’Italia, per raccogliere interviste di lavoratori e lavoratrici di tutte le categorie, dagli artigiani brianzoli, agli operai dell’Ilva di Taranto, dai pescatori calabresi, ai raccoglitori di pomodori pugliesi e molti altri.

Attraverso il personaggio di “Paola”, avvocata schierata a difesa delle donne e della loro dignità sul posto di lavoro, l’Avvocato Garisto attraverso l’attrice Elisabetta Vergani ha dato voce alla storia di due donne, vittime di discriminazioni e abusi, che ha incontrato e assistito nel corso del suo lavoro. La prima quella di Anna, demansionata al livello di apprendista e sottoposta ad un mobbing pressante al rientro dal periodo di maternità, la seconda quella di Alina, donna ucraina costretta a subire la violenza dal suo titolare sul posto di lavoro, finché il suo corpo non ha reagito e trovato il coraggio di chiedere aiuto.

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Just a shot l’immagine dell’assassino

RAI 3 La Storia siamo noi di Giovanni Minoli, 12 aprile 2013

La puntata de La Storia siamo noi di Gianni Minoli è interamente dedicata ai fatti di violenza accaduti nel  pomeriggio del 14 maggio del 1977 a Milano. Gli eventi culminarono con la tragica sparatoria di via De Amicis che causò la morte in piazza del giovane poliziotto di soli 25 anni, Antonino Custra. Dieci giorni più tardi, a seguito della pubblicazione sulla copertina de l’Espresso della foto de I Guerriglieri, avviene l’arresto di tre giovani studenti: Valter Grechi, Massimo Sandrini e Maurizio Azzollini. Questi vengono condannati per concorso in omicidio, ma nessuno dei tre ha realmente commesso il reato. Non Grecchi nè Sandrini, che avevano solo delle molotov, non Maurizio Azzollini poiché, sebbene armato, troppo lontano dal punto della sparatoria. 

Spiega l’Avvocato Garisto, che negli anni è subentrata al padre nella difesa di Grecchi:  “I tre ragazzi del Cattaneo sono stati arrestati sulla base di alcuni (pochi) fotogrammi, che li hanno inchiodati a delle responsabilità maggiori di quelle che hanno avuto”. Il processo si concluse, quindi, senza aver individuato il vero colpevole dell’omicidio. Solo tredici anni più tardi, si giungerà all’accertamento delle reali responsabilità dell’autore del delitto, un ex militante di Prima Linea.

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